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    June 01

    L'ultimo atto

    Dopo un anno e tre mesi ho deciso di chiudere questo "diario di bordo".
     
    Le motivazioni sono diverse. In primo luogo il tempo per mettermi a scrivere qualcosa è drasticamente diminuito a causa dei miei molteplici impegni. In secondo luogo, anche col tempo a disposizione, non ho più voglia di aggiungere altro.
     
    Non che manchi la materia per la riflessione. Il nuovo governo si palesa forte con i deboli e debole con i forti, inasprendo le pene per quei clandestini che una legge ipocrita, voluta da quelle stesse forze politiche ora in carica, ha prodotto a dismisura negli ultimi anni, al punto da introdurre il reato di immigrazione clandestina - ignoro sulla base di quale principio giuridico; probabilmente lo stesso che nel Medioevo ispirava la condanna alla prigione per debiti. A Roma rispuntano le aggressioni fasciste, fomentate da un partito che in un paese civile sarebbe stato messo fuori legge chissà da quanto. Rispunta anche il MIUR, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, mostruoso parto dell'era Moratti, abbandonando ancora una volta l'aggettivo "pubblica", e ancora una volta affidato a una persona che non ha mai avuto a che fare con nessuno degli enti compresi in tale denominazione. Per coprire il taglio dell'ICI si sottraggono i fondi per lo sviluppo a Sicilia e Calabria, ma in compenso riappare minaccioso lo spettro del ponte sullo Stretto. L'unico a fare un minimo di opposizione reale in Parlamento è rimasto Di Pietro, dato che il PD si contenta di baloccarsi con il suo "governo ombra", che non ha, appunto, maggiore incidenza e consistenza di un'ombra.
     
    Nel frattempo, esce nelle sale un film stupendo sotto ogni punto di vista, la migliore smentita attualmente disponibile alla propaganda martellante cui siamo sottoposti da mesi e mesi, con la quale si vuole convincere il popolo italiano - e, in buona parte, lo si è convinto - che le radici dei mali di questo paese non stanno nella corruzione dei pubblici uffici o nello svilimento della politica a contrattazione mercantile, non sono da ricercare nel malcostume nichilistico dell'apparenza privilegiata sulla sostanza o nel vuoto lasciato dallo Stato in intere regioni e prontamente riempito dal crimine organizzato, bensì nella presenza sul territorio nazionale di qualche decina di migliaia di poveri cristi girovaghi o di delinquenti da due soldi.

          
    Andatelo a vedere.

    La realtà, quindi, supera ogni più negativa previsione; e ancora non sono neanche cominciati gli Europei, malgrado la convincente vittoria dei campioni del mondo in carica sul Belgio (una nazionale, questa, che è comunque meno dell'ombra di quello squadrone che fu negli anni '80). Forse è anche per questo che non ho più tanto desiderio di commentarla. Ma c'è dell'altro.

    In terzo luogo, infatti, ritengo che questo spazio in rete abbia esaurito la funzione per cui lo avevo creato. In una fase della mia vita di incertezza e di difficoltà nella direzione da prendere, era stato uno strumento di autoconsapevolezza che mi aveva assistito nel superare questa impasse (nell'attesa, peraltro, dello sviluppo di quel sito personale che ho in progetto da tempo immemorabile). In seguito, è un po' sopravvissuto a se stesso. Vero è che mi ero anche divertito a curarlo, passatempo come tanti altri, con in più la dimensione del racconto e del confronto: i diari di viaggio, le puntualizzazioni sui fatti del momento, la mia continua "battaglia" contro il sonno della ragione che internet - pur con i suoi innegabili aspetti positivi - causa nelle coscienze di fin troppi individui, e altro ancora. Ora però non ci trovo più nessun gusto; e, dal momento che non mi piacciono le cose che sopravvivono a se stesse per inerzia, abitudine o quant'altro, chiudo qui.

     
    Lascerò in rete i contributi che a giudicare dalle statistiche sono i più visitati: i testi delle canzoni, i diari di viaggio, gli articoli sulla spiegazione delle citazioni, sullo smascheramento delle bufale, o sui salti mortali che bisogna compiere per far funzionare Windows Vista; nonché le fotografie - ricercatissime in particolare, così sembra, quelle di Piazza degli Eroi a Budapest, chissà perché. In tal modo ciò che ho prodotto, almeno, servirà a qualcun altro. Il resto lo toglierò, ormai ha fatto il suo tempo. Così come lascerò il registro degli ospiti disponibile per chiunque voglia passare di qui e lasciarmi una traccia o un saluto. Prometto di rispondere - anche se non "a tappo"! Toglierò invece le vecchie riflessioni, ormai prive di significato, memorie di un tempo - "l'inverno del nostro scontento" - che mi sono lasciato alle spalle, una volta per tutte.
     
    Per concludere sarebbe ora logico aspettarsi la canzone del giorno. The End dei Doors? No: troppo scontata, troppo deprimente, e per di più opera di un gruppo, a mio parere, abbastanza sopravvalutato.
     
    Invece, questo Lou Reed d'annata, con lo zampino di David Bowie (sempre sia lodato), e un video che non c'entra nulla ma è bello lo stesso, mi sembra il modo migliore per finire. Non prima, però, di aver ringraziato tutti coloro che con i loro interventi, suggerimenti, complimenti, osservazioni, critiche, saluti e via dicendo hanno collaborato a questo spazio. Un giorno tornerò con un sito "vero"... almeno spero!

          
    ...It's time to say goodbye, bye-bye...

     
    La canzone del giorno: Lou Reed - Goodnight Ladies
    (da Transformer, 1972)
     
    Goodnight ladies, ladies goodnight
    It's time to say goodbye
    Let me tell you, now, goodnight ladies, ladies goodnight
    It's time to say goodbye
     
    Ah, all night long you've been drinking your tequilla rye
    But now you've sucked your lemon peel dry
    So why not get high, high, high and
    Goodnight ladies, ladies goodnight
     
    Goodnight ladies, ladies goodnight
    It's time to say goodbye
    Goodnight sweet ladies, all ladies goodnight
    It's time to say goodbye, bye-bye
     
    Ah, we've been together for the longest time
    But now it's time to get high
    Come on, let's get high, high, high
    And goodnight ladies, ladies goodnight
     
    Oh, I'm still missing my other half
    Oh, it must be something I did in the past
    Don't it just make you wanna laugh
    It's a lonely Saturday night
    Oh, nobody calls me on the telephone
    I put another record on my stereo
    But I'm still singing a song of you
    It's a lonely Saturday night
     
    Now, if I was an actor or a dancer that was glamorous
    Then, you know, an amourus life would soon be mine
    But now the tinsel light of star break
    Is all that's left to applaud my heart break
    And eleven o'clock I watch the network news
     
    Oh, oh, oh, something tells me that you're really gone
    You said we could be friends, but that's not what's not what I want
    And, anyway, my TV-dinner's almost done
    It's a lonely Saturday night
    I mean to tell you, it's a lonely Saturday night
    One more word, it's a lonely Saturday night.