Alessandro's profile"Viaggiatore Fantasma"PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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May 14 Ultimissime dal mondo delle bufale: è scomparsa Ashley FloresOggi al momento di entrare in classe (una quinta) in prima ora ho trovato molte alunne impegnate in un'animata (come al solito) discussione sull'ennesima segnalazione dell'annuncio di una presunta intenzione della Microsoft di rendere Windows Live! Messenger a pagamento; segnalazione che stando ai solerti "cacciatori di bufale" di Snopes.com risalirebbe al 2001, con un antecedente riguardante un simile software di America On Line circolante fin dal 1999. Che si trattasse di un falso allarme messo in giro da qualcuno che evidentemente non ha modi più costruttivi di impiegare il proprio tempo - o, da un altro punto di vista, modi meno distruttivi di divertirsi - era cosa che alle ragazze era però ben chiara. Qualcuna ha ricordato a tal proposito le catene di sant'Antonio che minacciano conseguenze orribili a carico di chi le interrompe - e che hanno ispirato l'ignoto autore dello spassosissimo appello di Arild Ovesen. Un'altra il "caso" del taiwanese (o thailandese?) che si nutre di feti e commercia cervello umano in bocce di vetro con tanto di etichetta: sembra assurdo credere che il vilipendio di cadavere e il cannibalismo, reati punibili da tutte le legislazioni del pianeta, vengano bellamente esposti in rete. Eppure c'è gente che ci casca. E questa preoccupante conclusione non fa altro che confermare il ruolo negativo - senza peraltro voler negare quelli positivi - di internet come azzeratore del senso critico di molti individui.
In questi giorni sta circolando in rete un file Word disparitionIT.DOC contenente un appello straziante che invita a cercare una ragazza scomparsa... ma non si specifica né dove né quando! Già questo dovrebbe essere sufficiente a far capire che si tratta di una bufala inventata da qualcuno che non è in grado, evidentemente, di usare il suo tempo per qualcosa di più costruttivo.
Questo il testo "incriminato", redatto in uno stentato italiano e corredato da una foto:
Mia figlia di 13 anni, Ashley Flores, est scomparsa da due settimane.
Può succedere che se tutti fanno girare questo messaggio, qualcuno vedrà questa bambina. Così facendo una bambina scomparsa di Steven Point è stata ritrovata anche facendo circolare la sua foto alla televisione. Internet circola anche oltre-mare, in Sud America, Canada ecc. Per favore fate inoltrate questo messaggio a tutte le persone della vostra rubrica. Grazie a Dio e a tutto ciò che di spirituale esiste, questa bambina sarà ritrovata. Chiedo a tutti, supplico tutti, per favore, di far girare il più possibile questa immagine. Non è ancora troppo tardi. PER FAVORE AIUTATECI Chiunque sia in grado di dare delle informazioni al riguardo, per favore mi contatti : HelpfindAshleyFlores@yahoo.com Includo la foto di mia figlia. Tutte le vostre preghiere saranno preziose !!!
Sono sufficienti 2 minuti per far circolare il messaggio. Se si trattasse di vostro figlio farete l’impossibile per ottenere dell’aiuto !!! Come dovrebbe essere evidente già da una prima lettura, è molto strano che in una segnalazione di una persona scomparsa non si diano informazioni importanti quali l'altezza, il luogo dove è stata vista per l'ultima volta, o la data dell'ultimo contatto - "da due settimane" suona molto generico: due settimane da quando? Sorvolando sul fatto che, non so a voi, ma a me sembra che la ragazza nella foto mostri qualcosa di più di 13 anni. (Oh be', potrebbe aver già avuto lo scatto di crescita, non si sa mai.) Insomma, siamo in presenza dell'ennesima panzana destinata a intasare le nostre caselle di posta elettronica, già messe a dura prova dalle promesse di miracolose cure contro l'impotenza o dalle finte richieste di collegamento al conto Banco Posta o Pay Pal. Sospetto che sarebbe concretizzato da quanto riferiscono Snopes e, di rimando, Paolo Attivissimo: si tratterebbe di una burla sfuggita al suo creatore, come la famigerata battuta di Marcus Brigstocke su Pacman da me ricordata in un precedente intervento. Ebbene, le bufale sono sempre esistite: nel Medioevo parecchi giuravano di aver visto draghi color smeraldo buttar fuoco dalle narici, oppure i folletti e le fate passeggiare per i boschi; nell'Ottocento non vi era casa borghese rispettabile che non annoverasse tra la mobilia il tavolino rotondo per le sedute spiritiche; dal secondo dopoguerra fino agli anni '80 è stato tutto un fiorire di incontri ravvicinati di primo, secondo e terzo tipo.
Le menti di molti, sempre capaci di stabilire connessioni logiche là dove non ne esistono, sulla base dell'abitudine e della contiguità di certi eventi nello spazio e nel tempo, nonché portate a crearsi sulla base di poche e scarse informazioni interi castelli di credenze e opinioni, continuano, nella nostra epoca iper-tecnologica, a cadere nelle stesse trappole in cui cadevano non pochi dei nostri antenati. Con l'aggravante che oggi, stante l'alfabetizzazione di massa, si dovrebbero possedere ben altri strumenti culturali per discernere il vero non dico dal falso, ma quantomeno dal verosimile, anziché accettare acriticamente la diffusione di una qualsivoglia notizia via internet come garanzia d'autorevolezza, sic et simpliciter.
Ancor più grave mi sembra l'etnocentrismo (o addirittura il vero e proprio razzismo) latente che vien fuori in casi come quello del taiwanese antropofago: quanto più si collocano eventi palesemente assurdi e inverosimili, non suffragati da alcun riferimento preciso, in contesti culturalmente lontani dal nostro, tanto più aumenta la possibilità che qualcuno di noi ci creda.
Evvabbe', dico la verità: ho nominato gli UFO solo perché è da stamattina che mi frulla in testa questa bella canzone di Finardi e volevo un seppur esile pretesto per collegarla al mio intervento. Potevo anche metterla qui completamente a caso, ma non mi andava
La canzone del giorno: Eugenio Finardi - Extraterrestre
(da Blitz, 1978)
C'era un tipo che viveva in un abbaino
per avere il cielo sempre vicino voleva passare sulla vita come un aeroplano perché a lui non importava niente di quello che faceva la gente solo una cosa per lui era importante e si esercitava continuamente per sviluppare quel talento latente che è nascosto tra le pieghe della mente e la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle dalla finestra nel tetto con un messaggio voleva prendere contatto, diceva: "Extraterrestre portami via
voglio una stella che sia tutta mia extraterrestre vienimi a cercare voglio un pianeta su cui ricominciare Una notte il suo messaggio fu ricevuto
ed in un istante é stato trasportato senza dolore su un pianeta sconosciuto il cielo un po' più viola del normale un po' più caldo il sole, ma nell'aria un buon sapore terra da esplorare, e dopo la terra il mare un pianeta intero con cui giocare e lentamente la consapevolezza mista ad una dolce sicurezza "l'universo é la mia fortezza!" "Extraterrestre portami via
voglio una stella che sia tutta mia extraterrestre vienimi a pigliare voglio un pianeta su cui ricominciare!" Ma dopo un po' di tempo la sua sicurezza
comincia a dare segni di incertezza si sente crescere dentro l'amarezza perché adesso che il suo scopo é stato realizzato si sente ancora vuoto si accorge che in lui niente é cambiato che le sue paure non se ne sono andate anzi che semmai sono aumentate dalla solitudine amplificate e adesso passa la vita a cercare ancora di comunicare con qualcuno che lo possa far tornare, dice: "Extraterrestre portami via voglio tornare indietro a casa mia extraterrestre vienimi a cercare voglio tornare per ricominciare! Extraterrestre portami via voglio tornare indietro a casa mia extraterrestre non mi abbandonare voglio tornare per ricominciare!" May 09 9 maggio 1978-2008. A trent'anni di distanza dagli assassinii di Aldo Moro e di Peppino Impastato Non avrebbero potuto essere più diversi tra loro. Da un lato Aldo Moro, parlamentare di lungo corso, presidente della Democrazia cristiana, il partito che aveva dominato nel bene e nel male la vita politica italiana fin dalle prime elezioni parlamentari della storia repubblicana. Dall'altro Giuseppe Impastato, detto Peppino, militante della sinistra extraparlamentare, membro di una famiglia malavitosa e al tempo stesso nemico della mafia come sistema di potere e di cultura prima ancora che come fenomeno criminale. Eppure, trent'anni fa, in questo giorno, scomparvero entrambi, vittime della violenza di un disegno politico avulso dalla realtà il primo, della brutalità di chi non ammetteva contestazioni al proprio potere il secondo. Quelle due morti che oggi ricordiamo furono, ciascuna per parte diversa, il segno più evidente dell'eclisse dello Stato repubblicano faticosamente costruito attraverso la lotta di liberazione e il ritorno a un sistema democratico, sia pure fortemente viziato da poteri forti e da interessi esterni. Attraverso Moro si voleva colpire il maggior fautore della politica di "solidarietà nazionale" verso i comunisti, nell'interesse del paese, come egli stesso aveva fatto con i socialisti quindici anni prima. Moro si rendeva conto che la crescente richiesta di cambiamento nelle istituzioni che veniva dal basso e si esprimeva nel voto al PCI non poteva essere ignorata. Questo lo rendeva un personaggio scomodo all'interno del suo stesso partito e delle forze di governo di allora; e molto è stato detto e scritto sull'atteggiamento a volte ambiguo di non pochi personaggi, da Giulio Andreotti a Benigno Zaccagnini, fino allo stesso papa Paolo VI, che col senno di poi, avrebbero forse potuto fare di più per salvarlo. Diverso, fortunatamente, il discorso per Impastato. Malgrado il tentativo di depistaggio, facendolo saltare in aria accanto ai binari della ferrovia, volto a presentarlo come un terrorista vittima di sé stesso - proprio lui, che rifiutava la violenza e combatteva la mafia con le armi dell'intelligenza e dell'ironia! - perpetrato da Gaetano Badalamenti e imposto da una giustizia non giusta, la verità è, con molta fatica, venuta a galla, riconoscendogli il ruolo che gli era stato colpevolmente negato.
In un'Italia come quella attuale, che sembra aver perso la memoria e il senso della misura, in cui la distanza tra la politica e i cittadini è diventata abissale, fa bene ricordare le vittime di quel giorno. Diversi, quasi antitetici, se non fosse per il coraggio di andare contro - sia pure ciascuno a titolo diverso, l'uno all'interno delle istituzioni, l'altro nella società civile - le contraddizioni e le aberrazioni di un'epoca.
L'idea di un ideale confronto tra Moro e Impastato è stata raccolta dal gruppo ArteVOX attraverso 9maggio78, un progetto per costruire la memoria, il cui obiettivo è "la diffusione della conoscenza dei fatti che hanno caratterizzato la nostra recente storia italiana in riferimento all'omicidio Moro e Impastato attraverso diversi canali comunicativi: lo spettacolo teatrale; la pubblicazione di un volume editoriale; la creazione di un sito internet di incontro, confronto e approfondimento." Il sito è raggiungibile all'indirizzo http://www.9maggio78.it
In questi giorni è in uscita in libreria 9 maggio '78. Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato, di Carmelo Pecora, ispettore capo della Polizia di Stato e direttore della Scientifica di Forlì. Originario di Enna, Pecora fu uno dei primi a vedere il corpo di Moro nella Renault 4 rossa parcheggiata in Via Caetani a Roma. Nello stesso tempo l'autore commemora la figura di Impastato, siciliano come lui, e come lui impegnato in una battaglia "senza se e senza ma" contro l'illegalità. Il tutto in una narrazione a metà tra autobiografia e romanzo storico. Per saperne di più: http://www.editricezona.it/9maggio78.htm
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