Alessandro's profile"Viaggiatore Fantasma"PhotosBlogListsMore Tools Help

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    May 26

    Ez honap végé Magyarországba megyek. Alig várom mar!

    Ez honap végé Magyarországba megyek. Alig várom mar!
     
    Cioè: questo fine mese vado in Ungheria. Non vedo l'ora! Così mi prenderò una meritata boccata d'aria prima dell'inizio degli scrutini. L'anno scorso, i benefici effetti di quei cinque giorni a Dublino sono stati evidenti. Adesso è il momento di Budapest. Da tempo pianificavo un viaggio in terra magiara, e considero questo breve soggiorno come una sorta di assaggio. Dublino mi ha lasciato una gran voglia d'Irlanda, che spero di soddisfare prima o poi. Chissà se sarà lo stesso con Budapest?
     
    Fatto sta che dopo un anno esatto, e negli stessi giorni, torno ad esercitare il mio ruolo di Viaggiatore Fantasma, in un'altra delle mie escursioni solitarie al di fuori dei confini nazionali. Viaggiare è per me qualcosa di più che un semplice staccare la spina, cambiare aria o esplorare: è una sete spirituale, un desiderio di confronto con l'altro-da-me, l'atto con cui traduco nella pratica la mia volontà di toccare con mano luoghi, costumi, situazioni a lungo pensate, anzi quasi favoleggiate... Insomma, un'esigenza vitale che mi auguro di poter continuare ad assecondare negli anni che verranno.
     
    Per la canzone del giorno, quindi, la scelta è facile - soprattutto per chi mi conosce e sa come, all'epoca dei Clockwork Orange, quello che segue fosse una sorta di nostro inno non ufficiale; solevo canticchiarlo prima di cominciare ogni nostra esibizione.
     
     
    Un illustre precedente...
     
     
    La canzone del giorno: Tavaszi szél
    (canto popolare ungherese)
     
    Tavaszi szél vizet áraszt,
    virágom, virágom.

    Minden madár társat választ,
    virágom, virágom.

    Hát én immár kit válasszak,
    virágom, virágom

    Te engemet, én tégedet,
    virágom, virágom.
    May 15

    Pioggia o sole fa lo stesso

    Pioggia o sole, fa lo stesso
     
    Sentivo oggi alla radio in macchina, mentre mi recavo a scuola, il servizio del GR1 sulle elezioni amministrative in Sicilia. Naturalmente il nano malefico non ha tardato a sfoderare la sua solita ipocrita sicumera, affermando che il risultato dimostrerebbe che gli italiani hanno voltato le spalle al governo di centrosinistra. Ora, come si fa a dire che i risultati del voto amministrativo di una regione, per di più storicamente in mano al centrodestra (e non a caso la regione dove la qualità della vita è la più bassa d'Italia, chiedetelo al Sole 24 Ore se non siete siciliani), dimostrino che tutti gli italiani vogliono farla finita con l'attuale esecutivo? Dove starebbe il nesso? Avrei voluto sentire che cosa avrebbe detto se lo stesso fosse accaduto a parti invertite: per esempio, lui e soci al governo e centrodestra battuto in Emilia Romagna.
     
    Per non parlare delle tiritere vittimistiche sugli "attacchi politici" a Mediaset dopo l'acquisizione della maggioranza di Endemol, o sui 280 miliardi di lire spesi per difendersi nei processi che l'hanno visto coinvolto e assolto - e per questo se l'è cavata, il Cagliostro; come dire che chi se lo può permettere può farla franca, comprandosi le sentenze, i giudici, i tribunali, persino le maniglie delle porte.
     
    Dopo più di un decennio, la vecchia battuta di Cuore è ancora valida: hanno la faccia come il culo.

     
    Per quanto mi riguarda, il tempo di oggi, qui dalle rive dello Stretto (senza ponte), è decisamente rappresentativo del mio stato d'animo dopo le prese di coscienza dei giorni scorsi. Macchie di sole, nuvole scure, raffiche di vento si alternano di minuto in minuto. Se pioverà o uscirà il sole, malgrado la mia meteoropatia, sarò comunque disposto ad accettare la situazione.
     
    Forse l'inverno sta per finire. Forse.
     
    Intanto, anche stavolta mi sembra che la scelta della canzone del giorno sia pressoché obbligata.
     
     
    The Beatles - Rain
    (Lennon, McCartney - 1966)
     
    If the rain comes
    they run and hide their heads
    They might as well be dead
    If the rain comes
    If the rain comes
     
    When the sun shines
    they slip into the shade
    and sip their lemonade
    When the sun shines
    When the sun shines
     
    Rain, I don't mind
    Shine, the weather's fine
     
    I can show you
    that when it starts to rain
    everything's the same
    I can show you
    I can show you
     
    Rain, I don't mind
    Shine, the weather's fine
     
    Can you hear me
    that when it rains and shines
    it's just a state of mind
    Can you hear me
    Can you hear me
    May 09

    La canzone del giorno: The Smiths - This night has opened my eyes

    The Smiths - This night has opened my eyes
    (incisa per il John Peel Show della BBC Radio 1 del 21.9.1983; poi in Hatful of Hollow, 1984)
     
    In a river the colour of lead
    Immerse the baby's head
    Wrap her up in the News Of The World
    Dump her on a doorstep, girl
    This night has opened my eyes
    And I will never sleep again
    You kicked and cried like a bullied child
    A grown man of twenty-five
    Oh, he said he'd cure your ills
    But he didn't and he never will
    Oh, save your life
    Because you've only got one

    The dream has gone
    But the baby is real
    Oh, you did a good thing
    She could have been a poet
    Or, she could have been a fool
    Oh, you did a bad thing
    And I'm not happy
    And I'm not sad

    A shoeless child on a swing
    Reminds you of your own again
    She took away your troubles
    Oh, but then again
    She left pain
    So, please save your life
    Because you've only got one

    The dream has gone
    But the baby is real
    Oh, you did a good thing
    She could have been a poet
    Or, she could have been a fool
    Oh, you did a bad thing
    And I'm not happy
    And I'm not sad
    Oh ...
    And I'm not happy
    And I'm not sad
    Oh ...
    And I'm not happy
    And I'm not sad
    May 01

    Buon lavoro a tutti

    Buon lavoro a tutti
     
    Mentre scrivo queste righe, il primo maggio 2007 sta per concludersi. Sullo schermo della TV scorrono le immagini del concerto di piazza san Giovanni a Roma. Si è appena esibito quell'autentico pezzo di storia su due gambe di Chuck Berry; tra accordi a tratti sballati, ritmiche a tira e molla e canto fra l'urlato e il biascicato, questo monumento ultraottantenne ci ha dato una lezione su quello che era il rock alle sue origini - quanto di più fuori dagli schemi ed esageratamente vitale si potesse concepire. Chiama a sé il cameraman, accenna il suo celeberrimo passo dell'oca, saluta il pubblico con tre accordi e se ne va, così come era venuto, dopo averci lasciato nelle orecchie, tra l'altro, Roll Over Beethoven, My Ding-a-ling (peccato che il pubblico non abbia risposto al ritornello), Johnny Be Good e School Days.
    Si conclude un primo maggio animato da una passione civile quale da un po' di tempo non si vedeva; forse, però, a causa di rievocazioni che di festoso hanno ben poco - l'assassinio di Pio La Torre, Portella della Ginestra, le recenti morti sul lavoro. Persino oggi, il giorno della celebrazione del lavoro quale attività creatrice e realizzatrice dell'uomo, si muore: per incuria, per disattenzione, perché tra il profitto e la persona questa società continua a mettere il primo davanti alla seconda. Ed è anche la festa del lavoro che non c'è: del precariato, del lavoro "atipico", dell'occupazione mordi-e-fuggi. Insomma, passano gli anni, ma non passa la consapevolezza del fatto che c'è sempre bisogno di lottare perché il futuro sia migliore del presente, malgrado tutti gli apologeti della "fine della storia", del "riflusso", della "fuga nel privato".
    Ma è stato per me anche il primo maggio della notte bianca a Capo d'Orlando, la scoperta di un nuovo luogo by night, del realizzarsi di nuove conoscenze e della conferma positiva di una già realizzata prima. Per questo vorrei lasciare come canzone del giorno un pezzo eseguito là dal vivo da Marina Rei, Max Gazzè e Paola Turci, in una piazza strapiena di gente nonostante l'orario insolito (le 2 del mattino). Un pezzo bello e significativo, un inno alla speranza e alla volontà di non farsi sommergere dalle negatività che si presentano nel corso della vita.

    La canzone del giorno: Marina Rei - Al di là di questi anni
    (Minoia, Rei - da Marina Rei, 1995)

    Tutte le volte che il pensiero mi assale
    Tutte le volte ci sto così male
    Pensando a te vivo
    Non c'è nessuno che poi possa salvarmi
    Solo un futuro al di là di questi anni
    Pensando a te vivo

    Pensando a te
    Sono cresciuta con la voglia di amare
    Pensando a te
    Con la paura di non arrivare

    Tutte le volte che il pensiero mi assale
    Tutte le volte penso che sia normale
    Pensando a te vivo
    E non c'è vita così lunga che duri
    Ma così breve che un bambino la ignori
    Solo vedendo te
     
    Pensando a te
    Sono cresciuta con la voglia di amare
    Pensando a te
    Scegliendo sempre il bene e non il male
     
    E come un angelo
    Oltre i confini del cielo
    Io mi libererò
    E non sarà più mistero
    E come un angelo
    Contro il buio più nero
    Allora ritroverò
    L'amore vero

    Tutte le volte che il pensiero mi assale
    Tutte le volte non ci sto più male
    Pensando a te io vivo
    Non c'è mattino senza un sole che sorge
    E non c'è sera che il tramonto non scorge
    Pensando a te vivo

    Pensando a te
    Sono cresciuta con la voglia di amare
    Pensando a te
    Scegliendo sempre il bene e non il male

    E come un angelo (angelo)
    Oltre i confini del cielo
    Io mi libererò
    E non sarà più mistero (oh oh oh oh)
    E come un angelo (angelo)
    Contro il buio più nero (nero)
    Allora ritroverò (ritroverò)
    L'amore vero

    E come un angelo (angelo)
    Oltre i confini del cielo
    Io mi libererò
    E non sarà più mistero (oh oh oh oh)
    E come un angelo (angelo)
    Contro il buio più nero (nero)
    Allora ritroverò (ritroverò)
    L'amore vero