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    April 25

    La canzone del giorno: La Badoglieide

    La Badoglieide
    (Revelli, Bianco - 1944)
     
    O Badoglio, o Pietro Badoglio
    ingrassato dal Fascio Littorio,
    col tuo degno compare Vittorio
    ci hai già rotto abbastanza i coglion.
     
    T' l'as mail dit parei,
    t' l'as mai fait parei,
    t' l'as mai dit, t' l'as mai fait,
    t' l'as mai dit parei,
    t' l'as mai dilu: sì sì
    t' l'as mai falu: no no
    tutto questo salvarti non può.
     
    Ti ricordi quand'eri fascista
    e facevi il saluto romano
    ed al Duce stringevi la mano?
    sei davvero un gran bel porcaccion.
     
    Ti ricordi l'impresa d'Etiopia
    e il ducato di Addis Abeba?
    meritavi di prendere l'ameba
    ed invece facevi i milion.
     
    Ti ricordi la guerra di Francia
    che l'Italia copriva d'infamia?
    ma tu intanto prendevi la mancia
    e col Duce facevi ispezion.
     
    Ti ricordi la guerra di Grecia
    e i soldati mandati al macello,
    e tu allora per farti più bello
    rassegnavi le tue dimission?
     
    A Grazzano giocavi alle bocce
    mentre in Russia crepavan gli alpini,
    ma che importa ci sono i quattrini
    e si aspetta la grande occasion.
     
    L'occasione infine è arrivata,
    è arrivata alla fine di luglio
    ed allor, per domare il subbuglio,
    ti mettevi a fare il dittator.
     
    Gli squadristi li hai richiamati,
    gli antifascisti li hai messi in galera,
    la camicia non era più nera
    ma il fascismo restava il padron.
     
    Era tuo quell'Adami Rossi
    che a Torino sparava ai borghesi;
    se durava ancora due mesi
    tutti quanti facevi ammazzar.
     
    Mentre tu sull'amor di Petacci
    t'affannavi a dar fiato alle trombe,
    sull'Italia calavan le bombe
    e Vittorio calava i calzon.
     
    I calzoni li hai calati
    anche tu nello stesso momento,
    ti credevi di fare un portento
    ed invece facevi pietà.
     
    Ti ricordi la fuga ingloriosa
    con il re, verso terre sicure?
    Siete proprio due sporche figure
    meritate la fucilazion.
     
    Noi crepiamo sui monti d'Italia
    mentre voi ve ne state tranquilli,
    ma non crederci tanto imbecilli
    di lasciarci di nuovo fregar.
     
    No, per quante moine facciate
    state certi, più non vi vogliamo,
    dillo pure a quel gran ciarlatano
    che sul trono vorrebbe restar.
     
    Se Benito ci ha rotto le tasche
    tu, Badoglio, ci hai rotto i coglioni;
    pei fascisti e pei vecchi cialtroni
    in Italia più posto non c'è.
     
    T' l'as mail dit parei,
    t' l'as mai fait parei,
    t' l'as mai dit, t' l'as mai fait,
    t' l'as mai dit parei,
    t' l'as mai dilu: sì sì
    t' l'as mai falu: no no
    tutto questo salvarti non può.
     

    Ora e sempre, RESISTENZA

     

    April 20

    Foto in galleria: Denied

    Ho aggiunto alla galleria le foto relative alla sessione fotografica per i Denied che si è svolta alle gole dell'Alcantara il 29 marzo scorso. Oltre alle foto vere e proprie ho messo anche quelle del "dietro le quinte"... per cui buon divertimento!
    April 17

    La canzone del giorno: The Who - 5:15

     
     
     
    Out of my brain on the 5:15...
     
     
    The Who - 5:15
    (Townshend - da Quadrophenia, 1973)
     
    Why should I care?
     
    Girls of fifteen
    Sexually knowing
    The ushers are sniffing
    Eu-de-cologning
    The seats are seductive
    Celibate sitting
    Pretty girls digging
    Prettier women.
     
    Magically bored
    On a quiet street corner
    Free frustration
    In our minds and our toes
    Quiet stormwater
    My-my-my generation
    Uppers and downers
    Either way blood flows.
     
    Inside outside. Leave me alone.
    Inside outside. Nowhere is home.
    Inside outside. Where have I been?
    Out of my brain on the 5:15.
     
    On a raft in the quarry
    Slowly sinking.
    On the back of a lorry
    Holy hitching.
    Dreadfully sorry
    Apple scrumping.
    Born in the war
    Birthday punching.
     
    He man drag
    In the glittering ballroom
    Greyly outrageous
    In my high heel shoes
    Tightly undone
    They know what they're showing
    Sadly ecstatic
    That their heros are news.
     
    Why should I care?
    April 10

    Tre giorni di caos catartico

    Tre giorni di caos catartico
     
    Questi tre giorni di follia pasquale hanno decisamente fatto del bene al mio umore, ultimamente spostato più verso l'oscurità che la luce.
     
    Tre giorni di musica (e che musica!) dal vivo, ballo selvaggio, mangiate colossali, bevute devastanti, relax in riva al mare, il tutto in compagnia di persone che veramente posso considerare amiche.
     
    Nell'ordine:
     
    - notte tra sabato e domenica: concerto al Guernica dei Frangar Non Flectar e mio servizio fotografico per Messina by Night - guardate la foto qua sotto per avere una minima idea della bolgia che si è creata grazie al quartetto romano; le altre, come al solito, sulla galleria di MbN, previa registrazione anonima e gratuita, selbstverständlich -; DJ set a cura di MariaRiccia e Panda malgrado le casse del Guernica andassero ripetutamente in protezione... terribile l'interruzione a metà di Rebel Rebel! Il tutto molto gradito dagli astanti, che hanno manifestato il proprio entusiasmo attraverso allegre e reiterate pogate nelle quali, finito il mio dovere di paparazzo residente di MbN, anch'io mi sono gettato anima e (soprattutto, visti i miei 72 e passa chili di peso) corpo;


    - domenica: a pranzo, tripla porzione di lasagne al forno seguite da salsicce al sugo; la sera, festa di laurea di Anita al Cinque Quarti, durante la quale l'eccessivo consumo di alcolici mi riduce a una pezzuola per occhiali... verso le 2.30 sono andato in bagno per guardarmi allo specchio, e ho avuto paura di ciò che ho visto, per la qual cosa ho capito che dovevo tornare a casa;
     
    - lunedì mattina e primo pomeriggio: dopo una nottata di sonno lieve a causa delle bestemmie che ogni tanto sentivo provenire dal mio fegato in tutte le lingue ad esso conosciute, un caffè caldo e una sciacquata di faccia mi rimettono piuttosto rapidamente in circolazione. Saltato in macchina accompagnato dalle canzoni dei Baustelle, ho raggiunto la mia meta in tempo utile, nonostante il traffico elefantiaco sulle strade: le favolose Montagne di Sabbia di S. Saba, ove ho consumato uno spartano pranzo e trascorso un rilassantissimo primo pomeriggio in riva al mare in compagnia di Claudia, Federica e di un'amica di quest'ultima, Valentina. Come tradizione impone per tutte le volte che faccio visita a Cla, anche stavolta ho portato con me la bottiglia di Nero d'Avola per il nostro amichevole brindisi. Bellissima giornata, qualche temerario ha pure fatto il bagno;
     
    - lunedì pomeriggio tardo: arrivo a Barcellona e al casello d'uscita mi trovo proprio dietro gli strombazzanti MariaRiccia e Panda in compagnia di un'altra coppia - amici di quest'ultimo -; dopo varie vicissitudini scoviamo il circolo ARCI locale, dove rintracciamo gli amici Bibbicenzo e Luisonda. Nella sottile luce del tramonto, si esibiscono nuovamente, in un bellissimo scenario naturale contraddistinto da stupendi oliveti e frutteti, puntute pale di fichi d'India e mucchi spropositatamente grandi di letame, i nostri amici Frangar Non Flectar. A loro segue un gruppo di emeriti sconosciuti autonominatisi "Gli Scopini del Cesso: Cesso, Scopino e Lavandino... ah, e ovviamente facciamo musica di merda". I tre mantengono la parola (da citare, come esempio del loro livello poetico, il verso: "un destino più p*rc* di dio"...) e, visto che, per loro stessa ammissione, non vogliono applausi, gliene tributiamo fino a spellarci le mani. Nel frattempo, continuano a girare simpatiche bottiglie di vino rosso messe a disposizione da Panda e soci - e meno male che dovevo darci un taglio con l'alcool... -;
     
    - lunedì sera: essendo chiusa la focacceria segnalataci da Mario Giglio, seguiamo Baldo verso un luogo di sua conoscenza dove ci sia possibile calmare gli stimoli della fame. Arriviamo dopo mezz'ora a Milazzo e Baldo ci chiede dove vorremmo cenare(!). Inizialmente basiti, ci rintaniamo presto dentro un localino seminascosto nel centro della cittadina, onde nutrirci di varie specie di focaccia. Quasi tutti ordinano acqua, io - per non smentirmi - la birra da 66 cl (ancora alcool...), che consumerò per intero. Alla fine paghiamo la miseria di 4 euri a cranio per 6 chili di cibo e per tutte le bevande! D'accordo, la focaccia era un po'... come dire... "casereccia" per noi messinesi abituati a ben altro, ma non era affatto da disprezzare! Rientro a casa e dormita fino alle 9.30 di stamane.
     
    Tre giorni assolutamente benefici e liberatori, l'ideale per affrontare positivamente gli impegni che da domani mi riassorbiranno. YEAH!
    April 08

    Buona Pasqua?

    Buona Pasqua?
     
    Può sembrare strano che uno come il sottoscritto - il quale non solo si definisce laico e deista razionale à la Spinoza, ma nutre un profondo scetticismo verso l'idea della resurrezione dei corpi dal sonno della morte - possa augurare buona Pasqua. Non è tanto la festività cristiana che qui vorrei celebrare, fermo restando che, per coloro che hanno fede, l'augurio è implicito; sarebbe a dire, non condivido la vostra fede, che a me manca e che non posso darmi da solo, ma quantomeno la rispetto e vi auguro di vivere pienamente questa festività così importante per essa. Però, come spesso accade in queste mie riflessioni, c'è dell'altro. Un "altro" che riguarda in primo luogo me stesso, ma ovviamente non solo.
    "Pasqua", come è noto, deriva dall'ebraico pesàch, che significa letteralmente "passaggio", rito con il quale gli Ebrei ricordano, come si lege nel libro dell'Esodo, il passaggio dell'angelo sterminatore che portò la morte a ogni primogenito egiziano e il successivo ritorno dall'Egitto, da una condizione cioè di prigionia e di servaggio. In ambito cristiano tale termine è passato a indicare il ricordo della morte e (supposta) resurrezione di Gesù, il quale, vincendo la morte, ha istituito la promessa della resurrezione per tutti i fedeli.
    Ora, mi direte, siamo d'accordo, ma che c'entra tutto questo con te?
    C'entra nella misura in cui qui si parla non di una resurrezione materiale, ma di una resurrezione spirituale; di un risveglio da una condizione di insoddisfazione e incompletezza che continua a colorare il fondale della mia vita, nonostante la consapevolezza di quanto di positivo, di costruttivo, di semplicemente e meravigliosamente bello sia presente sul proscenio di essa.
    Ricordate che siamo in primavera, stagione che non amo, perché concerne il risveglio della natura, il ripetersi inesorabile dei cicli temporali, ma che a me, per converso, ricorda invece quanto mi senta indietro rispetto a tutto ciò: il mondo va avanti, si rinnova, prosegue il suo cammino, io invece resto fermo al palo di partenza. Questo mi è intollerabile; è uno schiaffo in pieno volto, una conferma di equilibri perversi che vorrei sconvolgere, ma che continuano a sussistere e indeboliscono la mia forza di volontà. Fuori è primavera, ma continuo a vivere nell'inverno del nostro scontento.
    Per questo motivo la festività pasquale mi appare sotto una luce del tutto particolare: come un invito alla speranza, a credere che l'altrimenti sia possibile; che, malgrado tutto il mio pessimismo dovuto all'abitudine e alla ripetizione di fatti e situazioni apparentemente continui e all'amara constatazione di quanta superficialità, noncuranza, ipocrisia e incomunicabilità caratterizzino troppo spesso i rapporti umani negli ambienti di cui ho diretta esperienza, ci possa sempre essere quel margine di imponderabilità e di imprevedibilità tradotto in un evento capace di squarciare all'improvviso il velo dello sconforto. Questo sarebbe un vero miracolo, una palingenesi, una resurrezione.
    Ed è questo l'augurio che oggi voglio rivolgere a tutti voi, credenti, scettici, agnostici, atei, non importa: che neanche nei momenti più difficili abbandoniate l'idea che le cose possano e debbano essere diverse da come sono, anche se in quella specifica situazione una simile eventualità sembrerebbe avere del soprannaturale. Che ci sia sempre spazio per la possibilità della resurrezione dagli abissi delle negatività che ogni giorno ci assalgono e che minacciano, a volte, di sommergerci.
    Questo auguro a tutti voi, e a me stesso.
    April 06

    La canzone del giorno: David Bowie - Conversation Piece

    David Bowie - Conversation Piece
    (1970; reincisa nel 2002)
     
    I took this walk to ease my mind,
    to find out what's gnawing at me.
    Wouldn't think, to look at me,
    that I've spent a lot of time in education,
    it all seems so long ago.
    I'm a thinker, not a talker,
    I've no-one to talk to, anyway.

    I can't see the road
    for the rain in my eyes.

    I live above the grocer's store,
    owned by an Austrian.
    He often calls me down to eat.
    And he jokes about his broken English,
    tries to be a friend to me.
    But for all my years of reading conversation,
    I stand without a word to say.

    I can't see the bridge
    for the rain in my eyes.

    And the world is full of life,
    full of folk who don't know me,
    and they walk in twos or threes or more.
    While the light that shines above the grocer's store
    investigates my face so rudely,
    and my essays lying scattered on the floor
    fulfill their needs just by being there.
    And my hands shake, my head hurts,
    my voice sticks inside my throat.
    I'm invisible and dumb,
    and no-one will recall me.

    And I can't see the water
    for the tears in my eyes.
    April 02

    La canzone del giorno: Lucio Dalla - Come è profondo il mare

    Lucio Dalla - Come è profondo il mare
    (da Come è profondo il mare, 1978)
     
    Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte
    per paura degli automobilisti, dei linotipisti
    siamo gatti neri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri,
    e non abbiamo da mangiare,
    come è profondo il mare,
    come è profondo il mare.
     
    Babbo che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani,
    caccia via queste mosche che non mi fanno dormire,
    che mi fanno arrabbiare,
    come è profondo il mare,
    come è profondo il mare.
     
    È inutile, non c'è più lavoro, non c'è più decoro,
    Dio o chi per lui sta cercando di dividerci, di farci del male,
    di farci annegare,
    come è profondo il mare,
    come è profondo il mare.
     
    Con la forza di un ricatto l'uomo diventò qualcuno,
    resuscitò anche i morti, spalancò prigioni,
    bloccò sei treni con relativi vagoni,
    innalzò per un attimo il povero a un ruolo difficile da mantenere,
    poi lo lasciò cadere a piangere e a urlare
    solo in mezzo al mare,
    come è profondo il mare.

    Poi da solo l'urlo diventò un tamburo e il povero, come un lampo,
    nel cielo sicuro, cominciò una guerra per conquistare quello scherzo di terra
    che il suo grande cuore doveva coltivare,
    come è profondo il mare,
    come è profondo il mare.
     
    Ma la terra gli fu portata via compresa quella rimasta addosso,
    fu scaraventato in un palazzo o in un fosso, non ricordo bene,
    poi una storia di catene, bastonate e chirurgia sperimentale.
    Come è profondo il mare,
    come è profondo il mare.
     
    Intanto un mistico, forse un aviatore, inventò la commozione
    che rimise d'accordo tutti, i belli con i brutti,
    con qualche danno per i brutti che si videro consegnare
    un pezzo di specchio così da potersi guardare,
    come è profondo il mare,
    come è profondo il mare.
     
    Frattanto i pesci, dai quali discendiamo tutti,
    assistettero curiosi, al dramma collettivo di questo mondo
    che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo
    e cominciarono a pensare,
    nel loro grande mare,
    come è profondo il mare.
    Nel loro grande mare,
    come è profondo il mare.
     
    È chiaro che il pensiero dà fastidio
    anche se chi pensa è muto come un pesce
    anzi è un pesce e come pesce è difficile da bloccare,
    perché lo protegge il mare,
    come è profondo il mare.
     
    Certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche
    il pensiero è come l'oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare.
    Così stanno bruciando il mare,
    così stanno uccidendo il mare,
    così stanno umiliando il mare,
    così stanno piegando il mare.
     
    April 01

    La canzone del giorno: Peter Gabriel - Growing up

    Peter Gabriel - Growing up
    (da Up, 2002)
     
    folded in your fleshy purse
    i am floating once again
    while the muted sounds are pumping rhythm
    all the walls close in on me
    pressure's building wave on wave
    'til the water breaks - and outside i go, oh

    one dot, that's on or off, defines what is and what is not, one dot
    two dot, a pair of eyes, a voice, a touch, complete surprise, two dot

    growing up, growing up,
    looking for a place to live
    growing up, growing up
    looking for a place to live
    growing up, growing up,
    looking for a place to live

    my ghost likes to travel so far in the unknown
    my ghost likes to travel so deep into your space

    three dot, a trinity, a way to map the universe,
    three dot
    four dot, is what will make a square, a bed to build on, it's all there,
    four dot

    my ghost likes to travel so far in the unknown
    my ghost likes to travel so deep into your space

    all the slow clouds pass us by
    make the Empire State look high
    as you take me in your sea-stained sweetness
    it spills, it tingles and it stings
    all the pleasure that it brings
    'til the door has let the outside inside here

    well on the floor there's a long wooden table
    on the table there's an open book
    on the page there's a detailed drawing
    and on the drawing is the name i took

    my ghost likes to travel so far in the unknown
    my ghost likes to travel so deep into your space

    growing up, growing up,
    looking for a place to live
    growing up, growing up
    looking for a place to live
    growing up, growing up,
    looking for a place to live
    growing up, growing up,
    looking for a place to live

    my ghost likes to travel
    my ghost likes to travel
    moving inside of your space
    my ghost likes to travel
    my ghost likes to travel
    moving inside of your space
    my ghost likes to travel
    moving inside
    my ghost likes to travel
    moving inside of your space
    my ghost likes to travel
    moving inside
    my ghost likes to travel
    moving inside of your space

    the breathing stops, i don't know when
    in transition once again
    such a struggle getting through these changes
    and it all seems so absurd
    to be flying like a bird
    when i do not feel I've really landed here