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March 29 Annullata la condanna a morte di Mumia Abu-JamalQualche mese fa avevo espresso su questo stesso blog i princìpi alla base della mia contrarietà alla pena di morte. A maggior ragione sono contrario a tale barbarica usanza quando in gioco è la vita di un individuo sulla cui condanna pesino fondati sospetti di ingiustizia. Pertanto è con non poca soddisfazione che ho accolto la notizia dell'annullamento della sentenza di pena capitale per Mumia Abu-Jamal.
Mumia Abu-Jamal Nato come Wesley Cook a Filadelfia il 24 aprile 1954, Mumia ricevette il nome col quale è più noto a 14 anni, da Timone Ombina, un insegnante di lingua Swahili proveniente dal Kenya e impegnato in un corso di cultura africana presso la Benjamin Franklin High School. Nel 1969 fu uno dei fondatori della sezione locale delle Pantere Nere, movimento rivoluzionario afroamericano di breve vita ma di enorme influenza. Già da allora cominciò a essere schedato e sorvegliato dal programma segreto di repressione COINTELPRO dell'FBI. Nel 1971 cambiò definitivamente il proprio nome aggiungendo Abu-Jamal, "padre di Jamal" in arabo, dal nome del primo dei tre figli avuti dalla prima moglie, Biba. Nel corso degli anni '70 Mumia completò i suoi studi, divenne giornalista e lavorò presso varie emittenti radiofoniche della sua città, distinguendosi, per la sua attenzione alle realtà sociali più emarginate, come "the voice of the voiceless" (la voce di chi non ha voce). Per arrotondare lo stipendio lavorava di notte come tassista. Fu nel corso di quest'attività secondaria, il 9 dicembre 1981, che avvenne il fatto destinato a cambiare per sempre il corso della sua vita e a trasformarlo in un simbolo della lotta per la giustizia e contro la pena di morte. Alle 3.51 dell'alba di quel giorno il poliziotto Daniel Faulkner fermò per un controllo di routine William Cook, fratello di Mumia. Questi intervenne per accertarsi della situazione. Ciò che avvenne dopo è ancora oggetto di disputa: secondo l'accusa del processo che condannò Mumia a morte due anni dopo, egli avrebbe reagito e provocato la reazione di Faulkner, dando luogo a una sparatoria tra i due nella quale il poliziotto avrebbe avuto la peggio, venendo ucciso.
Mumia fu portato all'ospedale Jefferson e subito arrestato con l'accusa di omicidio. Fin dall'inizio delle indagini, però, le testimonianze sull'accaduto furono varie e contraddittorie; solo per citare un esempio, uno dei punti forti dell'accusa fu la dichiarazione dei poliziotti Priscilla Durham e Garry Bell, secondo i quali all'ospedale Mumia si sarebbe vantato di aver sparato a Faulkner e di confidare di averlo ucciso - cosa che secondo i medici dell'ospedale non solo non sarebbe avvenuta, ma nemmeno sarebbe stata possibile date le gravi condizioni in cui allora Mumia versava.
Il processo si svolse in un clima di ostilità e intimidazione, in cui vennero alla luce pesanti sospetti di inquinamento delle prove da parte della polizia di Filadelfia. Lo stesso Mumia si rifiutò di testimoniare per le ragioni da lui espresse in una dichiarazione scritta e firmata il 3 maggio 2001:
"At my trial I was denied the right to defend myself. I had no confidence in my court-appointed attorney, who never even asked me what happened the night I was shot and the police officer was killed; and I was excluded from at least half the trial. Since I was denied all my rights at my trial I did not testify. I would not be used to make it look like I had a fair trial."
(Al mio processo mi fu negato il diritto di difendermi. Non mi fidavo dell'avvocato che mi era stato assegnato d'ufficio, il quale non mi domandò nemmeno cosa fosse successo la notte in cui mi spararono e il poliziotto fu ucciso; e fui estromesso da una buona metà del processo. Poiché ogni diritto al processo mi fu negato, non testimoniai. Non volevo essere usato per dar l'impressione di aver subito un processo regolare.)
Nella stessa dichiarazione, tra l'altro, Mumia affermava di essere innocente, di essere stato preso a calci e insultato da altri poliziotti mentre era steso per terra dopo essere stato colpito e di essere stato nuovamente picchiato all'arrivo all'ospedale, completamente incapace di reagire e finanche di parlare per via del sangue che gli era entrato nei polmoni.
Il 25 maggio 1983 la giuria emise all'unanimità il verdetto di colpevolezza e Mumia fu condannato a morte per iniezione letale, venendo successivamente trasferito nel carcere di Rockview in attesa dell'esecuzione. Da allora le incongruenze continuamente venute alla luce nelle testimonianze sulla colpevolezza di Mumia - dalla mancanza di una prova balistica che legasse inequivocabilmente la pistola da lui legalmente detenuta alle ferite sul corpo di Faulkner, alle reticenze e alle contraddizioni mostrate dai testimoni dell'accusa -, al di là del suo proclamarsi costantemente non colpevole dell'omicidio di Faulkner, hanno alimentato un movimento di sostegno in suo favore negli Stati Uniti e all'estero, cui hanno aderito ufficialmente migliaia di persone, tra cui numerose personalità del mondo della cultura e della politica, e organizzazioni: una su tutte, Amnesty International. Mumia è stato inoltre dichiarato cittadino onorario di 25 città nel mondo, tra cui Parigi, Montreal e Palermo; la città di Saint Denis, nei pressi di Parigi, gli ha dedicato una strada.
Lo scorso 27 marzo una corte d'appello federale ha revocato la condanna a morte nei confronti di Mumia, ma non ha accolto la richiesta di revisione del processo. Allo stato attuale, si prospetta dunque per lui la commutazione della pena nel carcere a vita.
"I spend my days preparing for life, not preparing for death. They haven't stopped me from doing what I want every day. I believe in life, I believe in freedom, so my mind is not consumed with death. It's with love, life and those things. In many ways, on many days, only my body is here, because I am thinking about what's happening around the world."
(Trascorro le mie giornate preparandomi alla vita, non alla morte. Non mi hanno impedito di fare ogni giorno ciò che voglio. Credo nella vita, credo nella libertà, perciò la mia mente non è occupata dalla morte, ma dall'amore, dalla vita e altre cose del genere. Per molti versi, il più delle volte, solo il mio corpo è qui, perché penso a ciò che succede nel mondo." Mumia Abu-Jamal, da un'intervista a Laura Smith del "Guardian", 25 ottobre 2007). March 26 Odio la polvereOdio la polvere.
Quel sottile strato grigiastro che si posa su tutto, quei pelucchi infinitesimali che s'intrufolano ovunque, mi danno un'orrenda impressione di sporco, di trasandato, di incuria.
Odio la polvere.
Quando mi fa starnutire, mi fa mancare l'aria, mi infastidisce terribilmente.
Odio la polvere.
Che tormento vederla depositarsi in macchina; sul cruscotto, sul piantone dello sterzo, nello spazio tra i sedili anteriori, nel vano portaoggetti, come se non volesse lasciarmi stare nemmeno quando sono fuori di casa.
Odio la polvere.
Quando me la ritrovo sul monitor dei miei computer, sia del fisso che del portatile, sulle lenti degli obiettivi, e soprattutto sul sensore della fotocamera digitale, responsabile di orribili aloni e macchie scure nelle foto, specialmente nelle scene in cui riprendo il cielo o superfici uniformi. Allora devo mettermi di santa pazienza a ritoccare le foto per far sparire quegli obbrobri.
Ma da oggi ho un motivo in più per odiare la polvere.
Da alcuni giorni il mio PC si piantava in continuazione. Schermate blu a ripetizione con gli errori più disparati, codici minacciosi di una lingua aliena: "IRQ_NOT_LESS_OR_EQUAL", "PAGE_FAULT_IN_NONPAGED_AREA" solo per citare i due più ricorrenti. Registro di sistema sputtanato, connettività di rete assente, tentativi di ripristinare l'installazione del sistema operativo fallimentari. Decido che è venuta l'ora, con mio sommo dispiacere, di ricorrere all'extrema ratio: la formattazione della partizione di sistema. Non prima, ovviamente, di trasferire i dati importanti sul disco di riserva, un vecchio disco fisso da 40 giga in un contenitore collegato al PC via USB. Tra parentesi, vi consiglio, se avete sottomano un disco fisso che non usate più, anche non molto grande, di riutilizzarlo così. Non si sa mai quando c'è bisogno di recuperare una copia di riserva dei vostri dati importanti!
Collegandomi col portatile alla ricerca di articoli e forum sull'argomento cerco di dare un volto all'oscura minaccia che mi tormenta. So per teoria e per esperienza che simili inconvenienti si manifestano il più delle volte per problemi legati alla RAM. Un modulo difettoso, forse? Ma allora, perché sbrocca dopo tre mesi? Non avrebbe dovuto dar segni di squilibrio da subito? Mi ritornano alla memoria esperienze di PC funzionanti con la porta della stanza aperta per poi impallarsi alla chiusura della stessa porta...
Su consiglio di un amico prendo una strada che avevo già considerato tra le possibili soluzioni. Dei due moduli di memoria da un giga ciascuno, ne stacco prima uno, poi l'altro; a meno che non siano difettosi entrambi, o che il problema non stia là, dovrebbe cambiare qualcosa!
Ne stacco uno. Quello rimanente continua a dare lo stesso problema. "Sarà difettoso questo", mi dico. "Proviamo a staccarlo e a inserire l'altro". Per maggior sicurezza decido anche di cambiare lo slot di connessione sulla scheda madre.
Nel rimuovere il modulo di memoria che era rimasto installato nel PC noto un fatto molto strano. È coperto in parte da uno spesso strato di polvere fina e impalpabile, che si insinua nell'interstizio tra i chip e il dissipatore di calore!! Cosa ancor più strana dal momento che il resto del PC, all'interno, non è per niente insozzato. Chissà come mai si è concentrata proprio in quel punto?
L'altro banco di memoria invece, quello che non si "comporta" in modo anomalo... risulta pulito!
Lo reinserisco. Tutto funziona a dovere.
Vuoi vedere che proprio per colpa di questa polvere il banco di memoria si surriscalda e comincia a dare i numeri?
Pulisco accuratamente con delle energiche soffiate il secondo banco, lo rimetto a posto... problema risolto.
In tutto questo ho perso un sacco di tempo a cercare di capire dove stava il problema, a formattare il PC e a reinstallare sistema operativo, i programmi, i set di caratteri, gli aggiornamenti, a ripristinare le impostazioni di sistema...
Ora ditemi voi se non devo... ODIARE LA POLVERE???
E va be', mi consolo con la canzone del giorno - ancora una volta, una scelta obbligata.
La canzone del giorno:
Enrico Ruggeri - Polvere (Ruggeri/Schiavone - da Polvere, 1983) Piano americano
e sfioro il tavolo con una mano. Pomeriggio strano, e un desiderio che è fuggito lontano. Polvere, gran confusione,
un grigio salone, in quale direzione io caccerò la polvere dai miei pensieri? E quanti misteri coi pochi poteri che la mia condizione mi dà. Aria un po' viziata,
quella finestra andrebbe spalancata. Tela rovinata, e la cornice tutta consumata. Polvere, troppi ricordi,
è meglio esser sordi e forse è già tardi per togliere la polvere dagli ingranaggi, dai volti dei saggi coi pochi vantaggi che la mia condizione mi dà. Non mi cercare,
ché non mi riconoscerai. March 20 Buona Pasqua (auguri in ordine sparso)......a chi dimostra che, ogni tanto, c'è giustizia in questo nostro mondo, come i giudici che hanno confermato l'ergastolo agli assassini di Graziella Campagna...
...ai miei familiari e amici, vicini e lontani...
...al vecchietto che custodisce le tombe degli imperatori d'Austria nella cripta dei Cappuccini a Vienna...
...a tutti coloro che hanno perso per sempre una persona cara in uno dei tanti incidenti sul lavoro, i quali continuano a mietere vittime nella "quinta potenza industriale mondiale"...
...a quelli che attendono la resurrezione dei corpi e a quelli che preferiscono risorgere nel corso della loro vita...
...alla signora che suona l'arpa davanti al municipio di Dublino e al suo amico pittore...
...a quanti, in questo momento, si trovano davanti a una scelta da cui dipende la loro vita futura...
...a chi parte e a chi arriva, a chi viene e a chi va, a chi finisce e a chi ricomincia...
...a chi non butta le carte per terra malgrado molti intorno lo facciano...
...a chi comprende che Napoli non è solo cumuli di rifiuti, che la Sicilia non è solo mafia e che il Nord Italia non è soltanto la Lega...
...a tutti i miei alunni e a tutti i miei colleghi, ai collaboratori, e alla preside...
...a chi lavora per costruire la pace, in ogni parte del mondo...
...a chi continua a dimostrarmi il suo affetto, malgrado io stesso faccia fatica ad accorgermene...
...a tutti voi che state leggendo queste righe, sia che siate frequentatori abituali di questa goccia nel mare magnum di internet, sia che siate viaggiatori in transito per altre mete...
...a me stesso (eh be' me lo concederete no? |
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