Alessandro's profile"Viaggiatore Fantasma"PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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December 31 Pensieri di fine 2007 e auguri di inizio 2008Sta per finire il 2007... Non mi va di fare bilanci o cose del genere perché ritengo che la vita umana sia qualcosa di troppo complesso per ridurla a un gioco di profitti e perdite. Ciononostante, ho un forte senso del tempo: la dimensione temporale è per me essenziale, vuoi per la mia personalità introspettiva, vuoi a causa della mia formazione. Ritengo importantissimo il confronto con il passato: con i traguardi conseguiti, con le consapevolezze acquisite, ma anche con gli errori, le false strade, i ripensamenti. Cosa dire dunque di questo 2007? Per prima cosa è stato, per quanto mi riguarda, un anno di cambiamenti positivi: ho buttato via, stavolta definitivamente, una serie di abiti mentali che mi opprimevano da anni e le cui radici stavano, forse, in alcuni conflitti adolescenziali non ancora completamente risolti. Ho scelto di essere meno severo con me stesso senza per questo "lasciarmi andare"; ho imparato a dare il giusto peso ai fatti della vita senza dannarmi per le stupidaggini; ho compreso pienamente che non tutto ciò che si vuole può essere ottenuto e che nell'esistenza l'imponderabile e il casuale hanno altrettanta importanza del razionale e del meditato. Ne sia controprova il fatto che mi è capitato di vedere addosso ad altri, a posteriori, gli stessi "abiti mentali" da me indossati in precedenza. È stato un anno che sul fronte lavorativo mi ha dato molte soddisfazioni, e al tempo stesso nuove responsabilità e incombenze: consiglio d'Istituto, RSU, partecipazione a una marea di progetti, e anche qualche impegno con l'Università, che non guasta mai, in attesa del post-dottorato... speriamo bene per il 2008. È stato inoltre un anno di viaggi e di spostamenti, da Budapest a Berlino, da Napoli a Palermo, da Siracusa a Roma, per i motivi più disparati, ma tutti senz'altro positivi e interessanti. Per un viaggiatore (fantasma) come il sottoscritto, ciò non è certo cosa da poco! Ed è stato anche l'anno in cui ho inaugurato questo blog e mi sono inserito in una comunità virtuale popolata da persone reali. Scrivere mi ha fatto bene, e anche se non inserisco tanto spesso dei contributi qui, né so azzardare un momento in cui inizierò a scrivere le pagine del mio sito personale vero e proprio, fatto sta che nel corso del 2007 internet mi ha messo in contatto, come mai nei precedenti anni in cui ho usato questo strumento, con tante persone, le quali mi sarebbero altrimenti rimaste del tutto sconosciute. Alcuni solo per un commento o un saluto; altri per uno scambio di riflessioni e di considerazioni; altri ancora per un rapporto che è diventato di autentica amicizia, confermato dalla conoscenza non più solo "per via telematica", ma personale. Ecco quindi che vorrei augurare ai miei "amici di rete" quanto di più buono e positivo possano loro desiderare per questo 2008 in arrivo! Tanti auguri a Mary R. con la sua travolgente simpatia; a Catia, Giusy, Micia e Lory con la loro dolcezza e sensibilità veramente rare; alla "Farfallina" siculo-tedesca Sabrina, che ama tanto la vita; alla "pazzerellona" sarda Monica e ai suoi piatti tipici; all'altrettanto "folle" Eleonora; a Cristina "Pablina" con i suoi spunti di discussione; a tutto il gruppo degli scrittori e poeti Dalmazio/Tiziana/Susanna; alla scrittrice/poetessa Roberta; a Zaziè nel suo metrò; alla "streghetta" Roberta/Swan e alla sua mamma; al "buon amico" Leo; alla futura collega (chissà?) Fidya; al mio concittadino Gio/Yuza; a Ludovika, Michela "Muse", Elena, Daniela, Viviana, Azzurra Gaia, Tina "Coccynella", Debo, Fiord, Marcolino; ad Anna "l'imperatrice", sperando di sentirla un po' meno di rado... ...e un augurio particolare a Diana, Dany e Mony, che hanno varcato la soglia della virtualità presentandosi nella vita "reale", non più solamente amicizie a distanza, ma presenze stabili, a tutto tondo. Incontrarle e conoscerle è stato tra quanto di meglio mi sia successo nell'anno ormai agli sgoccioli. Se ho dimenticato qualcuno, non me ne voglia; anzi me lo ricordi pure nei commenti. A risentirci nel 2008! December 23 Buon NataleSi avvicina il Natale; e, come già scrissi nel periodo di Pasqua, nonostante non sia noto per la mia religiosità, so che questa ricorrenza ha comunque qualcosa da dirmi.
Cosa festeggiamo il 25 dicembre? La nascita - come evento, non certo come anniversario, visto che il vero giorno è tuttora ignoto, e che il 25 dicembre fu scelto nei primi secoli di vita della Chiesa cattolica, trasformando la ricorrenza romana del Dio Sole introdotta dall'imperatore Aureliano nel 273 d.C. - di Gesù Cristo, che per i cristiani di ogni confessione è il salvatore del mondo, il Figlio di Dio che ha rinnovato il patto stretto inizialmente tra Dio stesso e il popolo eletto, estendendolo all'umanità intera.
Ha senso, per chi non crede nella divinità di Cristo e tuttavia lo considera una figura importante, già solo per l'esempio morale che si trova nei Vangeli, celebrarne la nascita assieme a chi invece lo considera nel ruolo attribuitogli dalla religione cristiana?
Personalmente, rispondo di sì. Non è solo per una questione culturale e antropologica; ma soprattutto per il fatto che - a mio avviso - il Natale dovrebbe essere il giorno in cui riscoprire valori come, ad esempio, l'umiltà e la fratellanza universale. Cristo nasce, stando al racconto dei Vangeli, misero e isolato, e non si fa scrupolo di rivolgersi a chiunque: ricchi e poveri, Ebrei e gentili, grandi e piccoli, colti e incolti.
Invece il Natale "reificato" - ridotto a oggetto o, peggio ancora, a merce - dalla società capitalistica diventa l'ennesimo modo di alimentare la spirale perversa di produzione e consumo che viene imposto agli individui fin dalla loro nascita.
Ciò significa che non dovremmo regalarci nulla per Natale? Non esattamente.
Credo che prima ancora di regalarci oggetti, dovremmo regalarci affetto, considerazione, capacità di ascolto, umanità: fatti che sono ben più importanti di qualsiasi regalo materiale.
Ieri ho visto al telegiornale un servizio sul Natale a Londra: tutto luci, vetrine addobbate, gente che continua ad acquistare anche in tempo di recessione, "politicamente corretto" a tutto spiano nel desiderio illogico e irrazionale di non infastidire i seguaci di altre tradizioni. Orbene, questo è proprio il Natale che non auguro a nessuno: un Natale plastificato, snaturato, consumistico, privo di qualsiasi fondamento reale, come lo possono tutt'al più celebrare i Giapponesi, i quali lo hanno importato dall'Occidente assieme ad altre usanze e stili di vita, dato che non fa parte del loro substrato culturale. Con lo stesso spirito, insomma, di quando da noi si celebra Halloween.
Auspico invece per tutti voi un Natale di gioia, di serenità e di pace interiore, in cui tutti quanti possiamo aprirci all'altro come a noi stessi, dando nuovo significato al comandamento: "ama il prossimo tuo come te stesso". December 17 E ora postate, o verrete bannati!Tempo fa un intervento sul blog di Daniela ha attirato il mio interesse verso la questione di come la nostra lingua venga quotidianamente deturpata dall'abuso di lettere usate a sproposito come le X e le K, nonché da orribili abbreviazioni come 6 al posto di "sei" (voce del verbo essere), "saxe" al posto di "sapere", "qlks" al posto di "qualcosa" e così via. Ancora più disgustoso, però, è l'uso a sua volta improprio di tali smozzichi di lingua. Mi è capitato di leggere "forza" abbreviato in "4za"; ora, se fosse letta all'italiana non si coglierebbe il nesso, ma se pensate che in inglese "for" viene abbreviato in "4" - "four", che ha quasi la stessa pronuncia - capite che siamo in presenza di un obbrobrio al quadrato! Purtroppo l'imperversare del malcostume è stato anche e soprattutto favorito dagli SMS, dalla posta elettronica, dai forum e dai blog. Vero è che la lingua italiana non è certo l'unica a essere stata svilita dall'uso grammaticalmente e ortograficamente scorretto delle nuove forme di comunicazione. Se per esempio volete fare pratica dell'inglese, o di una qualsiasi altra lingua straniera, vi sconsiglio vivamente di prendere a modello forum et similia - ultima in ordine di tempo, neanche un'ora fa ho letto sul forum di Metacritic un agghiacciante "megnafine" in luogo di "magnifying" (l'inglese è ancora più colpito dell'italiano da questi eccessi per via della spesso notevole discrepanza tra pronuncia e ortografia). Ciò che mi dà in assoluto più fastidio sono, in ogni caso, quei ributtanti termini inglesi italianizzati che vanno tanto di moda negli ambienti informatici, soprattutto nel mondo delle chat. Essi non sono solamente orrendi a leggersi, sono anche inutili, dal momento che esistono i termini e le espressioni corrispondenti nella nostra lingua; soltanto che - vuoi per pigrizia, vuoi per ignoranza, vuoi per passivo adattamento all'andazzo generale, vuoi per "darsi un tono" (non so nei confronti di chi; non certo nei miei) - questi termini sono purtroppo invalsi. Alcuni esempi (mi fanno schifo solo a digitarli): BANNARE = bandire (da to ban) Orripilanti, vero? Intendiamoci, non sono certo un purista; so bene che esistono termini intraducibili letteralmente in italiano, valga ad esempio il tedesco Schadenfreue, ossia la gioia (Freue) che si prova per le disgrazie (Schaden) altrui; o il siciliano quaquaraquà, citato anche da Leonardo Sciascia ne Il giorno della civetta, originato dal verso delle anatre e passato dal significato originario mafioso di delatore ad indicare un individuo che sa solo blaterare senza concludere nulla; oppure come numerosi termini tecnici dei vari rami del sapere e delle arti. Io stesso in questo intervento ho utilizzato termini e sigle come "SMS" o "chat". Però le schifezze linguistiche di cui sopra, che non sono né inglese né italiano, tanto orrende quanto inutili, si potrebbero - a mio avviso - tranquillamente evitare, senza che ne sia sentita la mancanza. December 05 In "sala oberatoria"Vi è mai capitato di trascorrere le vostre giornate passando da un impegno all'altro, cosicché quando - come sta succedendo a me adesso -, per la combinazione degli eventi, non avete assolutamente niente da fare, vi sentite a disagio, quasi in colpa? Dopo cinque ore a scuola stamattina, è arrivato un pomeriggio in cui non devo far nulla: né preparare test o materiali per le lezioni, né organizzare attività per i progetti, né andare in sindacato, né provare col coro, né ho incontri/consigli di classe/collegi docenti a scuola, né riunioni al Cinque Quarti, né commissioni o spese... insomma, un pomeriggio libero! E non vi nascondo che ciò mi sembra molto strano, come se stessi sprecando il mio tempo pensando a cosa dovrei fare. Solo che non mi viene in mente nulla! Ma la mia "follia" non si ferma qui. Qualche giorno fa ho aperto gli occhi la mattina e ho visto che l'orologio segnava le 7.50. "Tardissimo!", ho pensato subito. "Se mi sbrigo più velocemente del solito posso uscire di casa per le 8.00, massimo 8.05, ed arrivare a scuola con un leggero ritardo, diciamo per le 8.15, ma arrivare". Per cui balzo giù dal letto, mi reco in bagno per lavarmi la faccia... sicché, appena apro il rubinetto, arriva come un fulmine a ciel sereno la consapevolezza del presente: "Ma è DOMENICA!!!" A rincarare la dose ci si è messa la Preside la quale, vedendomi ultimamente un po' con la testa per aria, il giorno dopo mi ha chiesto, incontrandomi nel corridoio: "Professore, la vedo un po' svagato, che è, innamorato?" Al che la mia risposta: "Ma che innamorato, Preside; è che mi tirano la giacca da tutti i lati!" Grazie a questo salutare richiamo del mio dirigente scolastico, ho recuperato la consapevolezza di me stesso che si era alquanto appannata a causa della mia iperattività. Però sta di fatto che oggi non devo fare niente... e invece di esser contento di poter trascorrere un pomeriggio tranquillo e senza incombenze di alcun tipo, mi sento (quasi) come il classico pesce fuor d'acqua. Però, riflettendoci su... è anche vero, come è emerso ieri da una conversazione con un'amica, che questo mio essere oberato ("in sala oberatoria", dice il nostro psicologo della scuola) è l'altra faccia dell'avere un impiego stabile e che gli impegni in cui mi trovo coinvolto ogni giorno sono frutto di una mia libera scelta, nella quale riverso le mie energie, con la convinzione di stare facendo qualcosa di opportuno. Ciononostante... oggi mi sento davvero "strano"! |
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