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January 27
- La caduta del secondo governo Prodi mostra come l'idea di un centrosinistra - o, per quel che vale, una coalizione - che metta insieme un numero eccessivo di formazioni politiche, alcune delle quali di modesta entità e rappresentatività e caratterizzate inoltre da una storia politica e da sfumature ideologiche - intendendo "ideologia" non nel senso marxiano di rappresentazione pregiudizialmente viziata della realtà, ma unicamente come complesso di valori che informano determinati atteggiamenti e scelte - contrastanti e non di rado opposte, sia definitivamente tramontata.
- Meglio così, aggiungo; meno ambiguità nella coalizione di governo significa più chiarezza nei programmi, più decisione nell'affrontare scelte coraggiose e necessarie per il presente e il futuro del paese, più coerenza tra le intenzioni e i fatti. Marco Rizzo ha detto al TG di Raidue una verità elementare e però non tenuta in considerazione dall'esecutivo ormai esautorato: non si propongono dei programmi al momento delle elezioni per poi, una volta al governo, fare tutt'altro.
- Infatti non sono poche le promesse non mantenute. Quelle che mi vengono in mente sono:
la risoluzione dell'annosa questione del conflitto di interessi di Berlusconi, il quale continua a dirigere - direttamente o indirettamente - un impero mediatico e finanziario senza eguali in Italia e al contempo resiste nel suo status di capo incontrastato del centrodestra; la cancellazione della legge Bossi-Fini, responsabile di aver aumentato l'illegalità e la discriminazione nei confronti degli immigrati; la maggiore attenzione per la scuola e l'università attraverso finanziamenti per gli stipendi del personale e per la ricerca, nonché la definitiva messa in soffitta della riforma Moratti della scuola superiore; il ritiro delle truppe dall'Afghanistan e la loro sostituzione con unità civili di carattere assistenziale e umanitario; l'approvazione di un riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, persasi per strada tra DICO e CUS.
- D'altro canto, in così poco tempo, il governo ha ottenuto dei risultati importanti, tra cui: l'accordo sul welfare per la sostituzione dello scalone della riforma Maroni con una serie di "scalini"; il risanamento dei conti pubblici devastati, oltre che da problemi strutturali, dalla gestione Tremonti; una reale lotta all'evasione fiscale; un primo, per quanto timido, tentativo di ridurre i costi della politica. Pertanto è palpabile l'amarezza per la grande occasione sprecata, tanto più se si considera quanto grande sia la distanza che si è creata in Italia tra la cittadinanza e i suoi rappresentanti politici.
- È in questo clima avvelenato che deve ripartire la necessità di cambiare delle regole inadeguate, prima fra tutte la procedura elettorale. Il centrodestra, Berlusconi in testa, spinge per andare subito alle urne perché sa che in questo preciso momento, sull'onda dell'emozione suscitata dal crollo del governo, una parte decisiva dell'elettorato o voterebbe a destra, o si asterrebbe; in entrambi i casi sarebbe una situazione favorevole.
- Inoltre, non è più ammissibile che l'introduzione del maggioritario abbia moltiplicato le formazioni partitiche, invece di ridurle; così come non è più ammissibile che tali formazioni, specialmente le più piccole, prendano forma attorno a questo o quel personaggio, piuttosto che a idee e proposte concrete e attente alle reali condizioni del paese.
- La soluzione non sta quindi nell'antipolitica, nel rifiuto della politica, o peggio ancora, nell'andar dietro a questo o a quel profeta, più o meno improvvisato. Una cosa è la società civile, altra cosa è la "piazza"; una cosa è la cittadinanza, altra cosa è la "massa"; una cosa è un insieme di persone che desiderano essere rappresentate politicamente da altre persone, capaci e affini a loro ideologicamente, altra cosa è un coacervo di individui pronti a buttare a mare il bambino con l'acqua sporca per un malinteso senso di giustizia.
- La soluzione sta - a mio modesto avviso - semplicemente nell'abbandono della logica di "coalizione allargata", nella riduzione del numero dei partiti e nella chiarezza ideologica; se voto con l'idea di appoggiare una politica di sinistra non mi aspetto di essere rappresentato da Mastella e soci. Tutto ciò è però impossibile con l'attuale legge elettorale, la quale causa pure situazioni grottesche quali quella che abbiamo avuto tutti quanti sotto gli occhi: il progetto politico di una coalizione di governo vanificato da un partito che rappresenta l'1,4% dell'elettorato.
January 19 Quest'ultima settimana che sta per finire ha visto un bel po' di polemiche e di polveroni sollevati, ben più del solito riguardo a un paese che storicamente chiacchiera tanto e conclude poco.
A mia volta contavo di restarne fuori, ma gli ultimi sviluppi della situazione, nonché alcuni miei commenti mi spingono a esprimermi, per cercare il dibattito con i visitatori di questo mio piccolo angolo di rete, come al solito senza la pretesa di avere la verità in tasca, ma cercando di dare una possibile chiave di lettura per chiunque la desideri o la voglia mettere a confronto con la propria (piano, non vi accalcate all'ingresso! )
- Cominciamo con la vexata quaestio (eh, oggi mi sento latinista!) della rinuncia di Benedetto XVI a tenere un discorso all'apertura dell'anno accademico alla Sapienza. Innanzitutto ritengo che sia stato per principio poco opportuno, da parte del Rettore, nella sua qualità di ufficiale dello Stato alla guida di un'istituzione pubblica, invitare un capo religioso a una tale cerimonia. Ancor meno se si considera che il capo religioso in questione è il sommo pontefice della Chiesa cattolica, istituzione il cui potere politico (in senso lato, ma non solo) e sociale non ha eguali in questo paese. Se Sua Santità avesse tenuto, per esempio, una lectio magistralis su un argomento di sua competenza nell'ambito di un'altra manifestazione ciò non avrebbe, a mio parere, costituito alcun problema.
La decisione è stata inoltre presa in piena autonomia; nessuno ha costretto il papa a rinunciare. Per questo mi pare francamente assurdo parlare di "lesione del diritto di parola", di "atteggiamento antidemocratico" o addirittura di "censura" nei confronti di chi ha contestato l'invito del Rettore; tanto più se si considera che la Chiesa cattolica ha un potere mediatico e una visibilità enormi, tutelati anche dallo Stato italiano - basti vedere quanto spazio viene dedicato ad essa sulla prima rete televisiva di Stato. Al di là di questo, mi è parso assai poco edificante lo spettacolino dei politici italiani, che in maniera del tutto supina e acritica hanno preso le parti di Sua Santità - come se non fosse in grado di difendersi da solo -, senza che nessuno abbia, in maniera pacifica e scevra da ogni intento denigratorio, avanzato anche solo il sospetto che forse non era il caso di far tenere un discorso - quindi senza dibattito e senza contraddittorio - al più influente capo religioso del pianeta al momento dell'avvio delle attività di un'istituzione statale. (E meno male che l'Italia è uno Stato laico.) Anche se a mia volta avanzo il legittimo sospetto che i nostri politici siano stati in maggioranza spinti a ciò dal timore di non perdere quella manciata di voti determinante, in questo nostro disgraziato paese, al formarsi di una maggioranza e di un'opposizione in Parlamento, piuttosto che da un senso di solidarietà nei confronti della persona di Benedetto XVI.
- La condanna di Salvatore Cuffaro a cinque anni di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici è stata accompagnata da felicitazioni da parte del suo partito e del centrodestra siciliano e nazionale, in quanto è stato prosciolto dall'accusa di favoreggiamento nei confronti di altri imputati colpevoli di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il che, peraltro, come ha rilevato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, non nasconde i provati rapporti - vedi l'inchiesta La mafia è bianca di Stefano Maria Bianchi e Alfredo Nerazzini - di Cuffaro con personaggi di provata mafiosità; uno fra tutti, Giuseppe Guttadauro.
Come dire: sì, sono stato riconosciuto colpevole e mi hanno estromesso dalla cosa pubblica, ma siccome non ho favorito i mafiosi, mi posso permettere non solo di restare col sedere incollato alla poltrona, ma addirittura di ricorrere in appello. In un paese realmente civile, un personaggio del genere non si sarebbe solo dimesso; non si sarebbe nemmeno fatto eleggere. Invece la minoranza parlamentare si congratula con lui e lo sostiene affinché resti al suo posto e faccia trionfare la (sua) giustizia. Almeno Clemente Mastella, che non mi è certo simpatico, per molto meno ha avuto il buon senso di dimettersi all'istante.
- Futurista o semplice goliardo? Graziano Cecchini, non contento di aver tinto di rosso l'acqua della fontana di Trevi, fa rotolare 500.000 palline di plastica colorata giù per la scalinata di piazza di Spagna a Roma. Autoaccusatosi del gesto viene rimesso in libertà dopo essere stato arrestato, in attesa del processo il prossimo 21 aprile.
Vandalo? No di certo, quale danno può aver arrecato? Certo non a chi sta vendendo a caro prezzo le palline all'asta via internet. "La città non è un parco giochi dove soddisfare le proprie fantasie goliardiche", così afferma l'assessore Jean Touadi. Io credo invece che la riappropriazione degli spazi sociali da parte dei cittadini passi anche attraverso la "dissacrazione" di luoghi fino ad ora ridotti a santuari del turismo di massa. In altri termini: la città è di chi la vive, e se per viverla appieno la riempiamo di allegra e colorata ironia, senza che nessuno si faccia male, ben venga. Così come ben vengano i graffiti a colorare le grigie muraglie di quartieri nati non a misura d'uomo; ben vengano i concerti e le rappresentazioni teatrali nelle piazze, nelle strade e nelle chiese; ben vengano (pio desiderio...) i musei aperti di sera e a ingresso gratuito, come si usa in altri paesi.
Questo è quanto. Spero che non vi siate addormentati davanti allo schermo!  January 14 Daniel Barenboim
Si sente dire spesso che la musica è un linguaggio universale, l'unico - forse - capace di avvicinare realmente i popoli tra loro.
Quanto è successo a Daniel Barenboim conferma che questo non è un luogo comune ma un dato di fatto. Barenboim, nato nel 1942 a Buenos Aires da genitori ebrei immigrati dalla Russia, pianista e direttore d'orchestra di fama mondiale, è stato insignito ieri della cittadinanza palestinese.
"Come avete sentito, sono il primo e unico cittadino israeliano ad avere anche un passaporto palestinese. Considero un grande onore averlo ricevuto", ha commentato con una (legittima!) punta d'orgoglio.
Non è un caso che Barenboim detenga questo singolare primato: dal 2002 conduce l'Orchestra del Divano occidentale-orientale (dal nome di una raccolta di poesie di Johann W. von Goethe), da lui fondata assieme all'amico palestinese Edward Said, costituita da giovani musicisti di origine israeliana e araba, in egual numero, assieme a una piccola parte proveniente dalla Spagna - essendo l'Orchestra stessa basata a Siviglia.
"L'ho accettato non soltanto perché lo considero un grande onore, ma anche perché credo che i destini dei nostri due popoli siano inestricabilmente uniti e non esista una soluzione militare. [...] Il fatto che un cittadino israeliano possa essere insignito della cittadinanza palestinese può essere un segno che la coesistenza è possibile", ha inoltre dichiarato l'artista, al termine di un concerto svoltosi al Palazzo della cultura di Ramallah in cui ha eseguito tre sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven.
Barenboim conduce l'Orchestra del Divano occidentale-orientale
Barenboim fa parte di quella folta schiera di Israeliani convinti che fomentare le divisioni e la conflittualità fra il suo popolo e i Palestinesi sia il miglior modo per seppellire la pace, e che i due popoli abbiano in comune ben più tratti rispetto a quelli che li differenziano.
Aggiungerei da parte mia: come non dargli ragione? Eppure in patria è stato oggetto più volte, per queste sue vedute, di attacchi feroci da parte degli ambienti più conservatori e sciovinisti, e c'è da aspettarsi una nuova valanga di critiche nei suoi confronti. Ma Barenboim non si tirerà indietro, così come non lo fece quando più volte in passato si esibì a Gaza e in altre località dei Territori occupati.
Purtroppo sembra che a fare notizia sia soltanto quella parte di Israele che desidera buttare i Palestinesi nel Mediterraneo o da qualche altra parte; che edifica muri sia sul terreno che nelle menti e nelle coscienze delle persone.
Invece Barenboim dà testimonianza di come attraverso la musica e l'arte in generale sia possibile cercare il dialogo e la coesistenza pacifica proprio nella zona più martoriata dalla guerra dell'intero pianeta.
Infatti, per dirla proprio con lui: "La musica non è andare al concerto per dimenticare il resto. La musica è più di questo: è la capacità di capire il mondo, gli esseri umani". Non vi può essere pace là dove non vi è capacità di comprensione. January 08 E così è cominciato un altro anno.
Ieri le ragazze hanno disertato le lezioni, su quasi 1200 ce n'erano sì e no una trentina in tutto l'istituto. Alcuni dicevano che si era trattato di una protesta per la mancata fornitura di gasolio alla scuola che ha causato il blocco dell'impianto di riscaldamento; e in una scuola esposta da tutti i lati come quella in cui lavoro, dove nei corridoi a volte passa un tiraggio da galleria del vento della Ferrari, la questione è seria. Secondo me invece si trattava dell'onda lunga delle vacanze: chi di noi è mai rientrato a scuola il 7 gennaio? Ipotesi che oggi ha trovato un forte sostegno nella presenza al quasi completo della popolazione studentesca.
Ad alcuni - come ho detto in una classe dove ho interrogato - le vacanze hanno fatto bene, ad altri hanno fatto male; laddove i primi sono quelli che son venuti a sedersi a fianco della cattedra, i secondi coloro che si sono giustificati In ogni caso nessuno è andato male.
Precisazione: ho stabilito la regola secondo la quale ognuno venga chiamato per le interrogazioni possa, una volta per quadrimestre, giustificarsi, dato che non accetto volontari se non in casi estremamente rari. Se per la seconda volta in un quadrimestre la stessa persona non viene all'interrogazione, gli metto 2, e poi per recuperarlo deve farsi interrogare da solo (interrogo quasi sempre a coppie) e studiare tutto il ripasso.
Scuola a parte, un inizio d'anno senza alcuna scossa, anzi abbastanza noioso, a parte la nottata di capodanno, in cui ho divorato l'impossibile, e ai due concerti del coro, il primo per una rassegna regionale a Castelbuono (PA), il secondo solamente nostro alla chiesa di sant'Andrea d'Avellino a Messina. Vero è che quest'anno non mi andava di partire, avendo girato abbastanza nel corso del 2007 e dovendo sostenere l'acquisto dei pezzi del nuovo PC - a proposito, finalmente oggi mi è arrivata la scheda video definitiva, una fiammante Zotac GeForce 8800 GT. Quest'anno... vedremo.
Questo 2008 deve ancora mostrarmi le sue carte, per così dire; non sarebbe la prima volta nella mia vita che un anno inizia "sottovoce" per poi portare tutt'a un tratto una serie di novità. Se così sarà, spero che siano per la maggior parte - giacché tutto non si può avere - delle belle novità!
Così come le auguro ancora una volta a tutti voi, miei amici di rete, che mi seguite a distanza e mi date continuamente occasione di confronto, di riflessione e a volte anche di divertimento 
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